sabato 30 aprile 2011

Cos'è successo ieri sera. Cronaca live della presentazione della lista e del programma

20:32 - Arrivo alla palazzina. Ci siamo noi del gruppo e pochi altri.

20:53 – A dicembre, nevicava. Stasera, piove. Noi si presenta la lista, alla faccia del maltempo.

20:54 – Prova, sa-sa, prova. Ci siamo.

21:03 – Pian piano, è arrivata un po’ di gente.

21:09 – David Bowie canta Heros. Speriamo parli di noi.

21:14 – Pare che mi dovrò occupare delle slide di presentazione dei membri della lista e del programma. Forse la cronaca salta.

22:27 – Il programma è stato presentato. Il nostro candidato sindaco ha esposto dettagliatamente i contenuti elaborati negli scorsi mesi di riunioni e incontri pubblici. Il sottoscritto ha rimediato qualche brutta figura nell’organizzare lo scorrimento delle slide. Però non è tutta colpa sua.

22:28 – I membri della lista hanno raggiunto Fabio Calvi. Hanno la faccia simpatica. Mi sa che li voto.

22:29 – Il caro signor Molinari fa la prima domanda. Lamenta l’eccessiva costruzione di case nel centro storico di Rivolta. Calvi risponde che nel caso in cui ci siano strutture che abbiano valore storico-culturale, entra in gioco il comune stabilendo regole che ne definiscano l’utilizzo. Aggiunge che “Il PGT precedente a questo aveva tentato di sviluppare una nuova piazza, dietro al Molino Seragni. L’attuale piano ha eliminato quel progetto. Ammesso che si vinca, erediteremo una realtà pesante da modificare.”

22:33 – Una voce che non riconosco: “Non vi ho sentito parlare della viabilità del centro storico.” Calvi risponde che la giunta di cui faceva parte è stata duramente punita dalle scelte fatte nel 2001. Eventuali modifiche non possono che passare da un ragionamento approfondito e condiviso con tutte le realtà sociali del paese. “In questo momento non abbiamo nessuna intenzione di affrontare il tema. Secondo me si potrebbero valutare alcuni piccoli ritocchi in termini di sicurezza. Questo sì.

22:36 – Marta Mondonico: “La storia della piazza chiusa è una grossa mistificazione. La piazza non è mai stata chiusa. Solo un pezzetto davanti alla chiesa.” Chiusa parentesi: “A livello culturale, c’è un grosso lavoro da fare per far conoscere fino in fondo le cose belle che abbiamo a Rivolta. Vorrei capire concretamente se c’è già in essere un progetto concreto in questo senso.

22:38 – Risponde Mauro Bonazzoli, il nostro esperto del settore. “Dobbiamo partire dalle realtà che abbiamo già. A Rivolta ci sono un sacco di cose a livello storico e architettonico che non sono affatto conosciute. E non intendo solo i due grandi monumenti in piazza. In via Quartierino, per esempio, ci sono i resti di un edificio del XV secolo.” Ci si rimbocca le maniche con quello che c’è, collaborando con le associazioni. “Bisognerebbe sfruttare anche l’indotto derivato dalle visite al parco della preistoria, e canalizzare i turisti verso i monumenti del centro storico.” Mauro accenna anche al legame con la scuola, punto fondamentale per la divulgazione delle bellezze di cui disponiamo.

22:43 – Su invito di Calvi, Elisabetta Nava riprende il discorso relativo alla comunicazione. Oggi comincia la distribuzione dell’ultimo numero del giornale: una ricca sintesi del programma proposto e delle competenze dei membri della lista. È davvero bello, comunque.

22:44 – Il signor Molinari ritiene opportuno ricordare che il cortile di via Quartierino che ospita un monumento secolare si presta bene anche alla conservazione dei salami. Il nostro candidato sindaco è sempre pronto ad accogliere le esigenze dei rivoltani, e risponde che l'appunto sarà integrato nel piano regolatore.

22:45 – Con le risate suscitate dalla battuta di Molinari, finisce la presentazione. Alla prossima.


sabato 16 aprile 2011

Cos'è successo ieri sera. Cronaca live dell'assemblea sui trasporti

21: 24 - Fabio Calvi prende parola e introduce il tema della serata. Si discute del tema dei trasporti, per mostrare –in modo leggero- le proposte inserite nel programma ma soprattutto per sentire dal pubblico quali sono problemi, richieste ed esigenze relative al tema.
A questo proposito è stato invitato un esperto del settore: Pierluigi Tamagani. Si occupa in modo molto incalzante della Paullese, altra strada interessata in modo pesante da lavori.
Prima di dargli la parola, il candidato sindaco ricorda i 4 eventi pubblici che si terrano ogni domenica mattina a partire da dopodomani. Inoltre, fa un accenno alla data del 29 aprile, quando sarà pubblicamente presentata la lista.

21:29 – Un applauso accoglie Tamagni. “Ovvio che non ho risposte sul biglietto unico, ma penso che qualcosa si possa ottenere. Certo, bisogna restare uniti.”
“L’obiettivo di tutti è la possibilità di utilizzare la ferrovia. È un obiettivo fondamentale per quello che succederà nella nostra zona.”

21:30 – C’è una proiezione di slide grafiche su cui Tamagni appoggia le sue argomentazioni.

21: 31– Un’interessante grafica mostra il vuoto di collegamenti a linee di trasporto pubblico che c’è a sud-est di Milano rispetto ad altre zone. È il vuoto in cui vive Rivolta.

21: 32 – Tamagni descrive il tracciato della Bre-Be-Mi. La Pedemontana va a incrociare la Bre-Be-Mi proprio dalle parti di Rivolta, per dirigersi verso Lodi, dove c’è l’A1. Tamagni parla anche della TEEM.

21:34 – C’è confusione su che cosa sia la TEEM. Calvi spiega che è la tangenziale est esterna milanese. Parte da Agrate e si dirige verso Milano.

21:35 – Tamagni dice che la Bre-Be-Mi è una delle 3 opere chiave del sistema autostradale lombardo. La fine dei lavori è prevista entro giugno 2015. Il vantaggio principale è l’alleggerimento traffico sulla Rivoltana e sulla Melotta. La TEEM è indispensabile per il completamento del Bre-Be-Mi, senza questo raccordo non ci sono sbocchi per Milano. I sindaci del milanese hanno vincolato l’opera alla realizzazione del prolungamento della MM3 fino a Paullo.
Per il nostro territorio è fondamentale perché migliora la viabilità Nord/Sud. Costo: 1,5 miliardi. Potrebbe rendere fattibile la realizzazione della MM3 fino a Paullo.

21:38 – Dopo aver illustrato la situazione dell’alto cremasco, Tamagni descrive il cronoprogramma Paullese. Il primo lotto milanese dovrebbe concludere il tracciato milanese entro il 2012.

21:40 – Tamagni: “Si dice spesso che basta mettere qualche rotonda e si risolve il problema del traffico”. Invece, il rondò da solo non mette mai sicurezza alle strade. Anzi, è spesso causa d’incidenti. Per esempio, non agevola le svolte a sinistra, una manovra che spesso crea sinistri e scontri.

21:42 – Dal punto di vista di Tamagni, gli interventi prioritari sono:

1)    Riqualificazione della Paullese
2)    Riqualificazione della Bergamina
3)    Istituire una navetta verso linea FS Cassano/Treviglio
4)    MM3 fino a Paullo

Due parole sul prolungamento della MM3: costa 800 milioni di euro, ma può essere la soluzione per “togliere la gomma” da Milano, diminuendo il numero di macchine circolanti nella città.
Tamagni: “Non è pensabile, in un territorio come il nostro, insistere sui trasporti di gomma.”

21:46 – Tamagni parla del blocco dei lavori per la MM3 da parte della Corte dei Conti. A suo dire incomprensibile, perché il progetto era già finanziato.

21:47 – Le parole chiave sono “mezzi veloci, sicuri e soprattutto su ferro.”

21:48 – Si conclude l’intervento. Applauso.

21:49 – Calvi elogia l’intervento di Tamagni e la sua chiarezza espositiva. Aggiunge due cose.
1) La commissione trasporti sostiene da anni la necessità di sperimentare la navetta verso Treviglio, e collegarla alla rete ferroviaria. Qualsiasi amministrazione dovrà spingere in questo senso. Ma naturalmente anche la MM3 a Paullo potrebbe scaricare un po’ il traffico.
2) “Ricordatevi la rotonda che verrà fatta per l’area commerciale, che bloccherà ulteriormente una zona già molto problematica.”

21:51 – Calvi legge il programma della lista in merito al tema dei trasporti. “Forse è scontato dirlo, ma l’amministrazione deve spingere insieme ad altri comuni su questo tema. Il peso di tanti comuni insieme è indiscutibilmente più alto.”

1) Promuovere esperimenti pilota per attivare un miglior collegamento tra il paese e la stazione di Treviglio. Calvi legge un contributo giratogli da Agostino Alloni, ex vice presidente della provincia, molto attento al tema dei trasporti. Secondo Alloni il collegamento si può fare, realisticamente. I passaggi obbligati sono tavoli e riunioni ufficiali con enti pubblici e commissioni trasporti, dai quali il sindaco di Rivolta non può essere escluso. “Tra l’altro l’azienda Adda Trasporti è d’accordo, e così anche la provincia di Cremona.”
2) appoggiare la consulta dei trasporti inserendovi persone che utilizzano i mezzi pubblici. E cercare di segnalare con maggiore tempestività i numerosi disservizi.
3) Il biglietto unico. Alloni sostiene che c’è una forte possibilità di discuterne, anche perché l’idea del biglietto è già sancita da alcune delibere regionali.
4) Il tema dei trasporti si lega anche al tema della sanità: è importante sperimentare collegamenti agli ospedali di Crema e Treviglio per permettere visite in orari più comodi.
5) Linee Rivolta-Crema: sono intasate, a volte i ragazzi non riescono a sedersi sui pullman.
6) Altro esperimento interessante: promuovere la vendita degli abbonamenti ATM negli esercizi commerciali di Rivolta.

22:00 – I punti sono pochi, ma su un tema come questo il singolo comune ha possibilità limitate.

22:01 – Calvi conclude con un breve momento di presentazione della lista. Di 12 persone, 7 sono facce nuove in politica: le altre 5 sono pronte a mettere a disposizione la loro esperienza. Spende qualche parola per ciascuno dei 12.

22:05 – Si torna a parlare di trasporti. Stellangela Consonni e Luigi Cei sono esponenti di spicco della commissione trasporti.
Consonni: “Inizialmente ringrazio il gruppo, che secondo me ha il tema dei trasporti fra le priorità. È 41 anni che faccio la pendolare. Più o meno 15 anni fa ho istituito un comitato che a fatica ha portato a casa tanti risultati. È stata dura, la cosa più difficile è stata riuscire a farsi accettare dalle istituzioni, disabituate ad avere dall’altra parte interlocutori con un unico portavoce, di modo da unificare le istanze e le segnalazioni degli utenti.” È molto orgogliosa del gruppo, e della collaborazione che è nata fra i suoi membri.
Poi è nata la consulta, per la quale ringrazia Lamberto Grillotti, sempre disponibile a dialogare con lei. “Mi ha fatto piacere sentire il signor Tamagni, però purtroppo c’è da dire che da quando è un po’ svanita la commissione i problemi ci sono. Abbiamo subito diminuzione di corse e rincaro del biglietto.” Esempio sulla linea Trescore-Milano: “Siccome hanno tolto diverse corse, se ne salta una nell’orario pomeridiano gli utenti rimangono bloccati.”
Dice di aver invitato un autista della linea all’assemblea di stasera, ma questo ha rifiutato abbastanza decisamente.
Ulteriore problema è la mancanza di avvisi di scioperi ed eventuali disservizi. L’azienda s’affida eccessivamente al sito internet, che non è consultato da tutti.

22:14 – Interviene un rivoltano, anche lui membro della commissione, che prende il pullman alle 6 del mattino. Fa un lungo e argomentato elenco di problemi che ruotano attorno alla linea di trasporti. Chiama in causa anche responsabilità dell’amministrazione, oltre a quelle dell’azienda che organizza i trasporti.

22:16 – Luigi Cei prende la parola. Ha preso il posto di Stellangela, dopo che lei ha dato le dimissioni. “Sono andato in rotta di collisione con l’attuale amministrazione. Ho sentito tante belle parole, tante promesse ma ho visto pochi fatti.”
“Cosa valgono i buoni intenti, se una comunità come la nostra non riesce a portare avanti determinate questioni?”

22:20 – “L’ultimo anno è stato drammatico per i trasporti.” Commento sulla relazione di Tamagni: “Va benissimo il trasporto su ferro, ma non bisogna sottovalutare il taglio ai servizi. Se non si fa una linea solidale di tutti i sindaci, non si uscirà mai dal problema. Le persone interessate devono mobilitarsi con proteste forti e determinate.”
Ultima cosa: “Solidarietà fra di noi. I pendolari stanno invecchiando sulla Rivoltana. Non tutti potranno andare sui mezzi pubblici, anche gli automobilisti incontreranno grossi problemi.” E la costruzione dell’area commerciale complicherà un problema già molto grave.

22:23 -  Calvi commenta il progetto dell’area commerciale. È praticamente impossibile fermarla, ma bisogna almeno fare in modo di limitare i danni che provocherà a Rivolta.

22:24 – Daria Palella chiede informazioni sulla nuova rotatoria della strada Rivoltana. Calvi risponde: “Sarà esattamente a metà fra le due che ci sono ora: all’estremità di via Galilei.”

 22:27 – Interviene Franco Carera. Secondo lui, la cosa impressionante della terza rotatoria è relativa al costo. Non ha nessun attinenza al traffico che circola sulla Rivoltana. L’amministrazione sostiene che sia fatta per alleggerire il traffico.
“Una panzana pazzesca.”
È fatta in funzione solo dell’accesso all’area commerciale. Quello che succederà è che la congestione del traffico si allargherà anche agli orari che solitamente non sono di punta. “Hanno svenduto il nostro territorio, ci hanno obbligato a sopportare un traffico pazzesco. E non hanno nemmeno raccolto soldi, perché li hanno spesi per realizzare opere che avrebbe dovuto fare la provincia. Ci siamo creati un vincolo pazzesco ma non ci viene in tasca niente.”

22:33 – Calvi: “La chicca è che quando sarà completata l’area, ci sarà una quarta rotonda, in collegamento alla strada che va verso Casirate.” 

22:34 – Tamagni fa un paio di precisazioni: “Le fermate le decide il comune, non l’azienda trasporti. Non è giusto scaricare sulle aziende cose che non sono di loro competenza.”
“C’è la legge Brunetta, che sta imponendo a tutti i comuni di eliminare il cartaceo, per contenimento dei costi.”
Riferito a Cei: “Guai se cominciamo a titubare sui miglioramenti futuri.” Insiste sulla necessità d’investire sui trasporti alternativi alla gomma. “Sviluppare il ferro significa investimento, significa sviluppo e miglioramento delle nostre vite.”

22:38 – Ancora Stellangela Consonni: “Sono anni ormai che chiediamo di avere una fermata in più a Rivolta. C’è sempre stato risposto che non si può per una quantità di motivi. Fatto sta che molte persone la chiedono, anche perché Rivolta si sta espandendo. È un’altra cosa che continueremo a chiedere.” “Ho scoperto che quest’anno le spese dei trasporti non si possono recuperare dalla dichiarazione 730.”

22:40 -  Calvi: “7 anni fa ho chiesto una nuova fermata. La provincia ha risposto che non si poteva, per assenza di spazi tecnici. Adesso questo è un problema grosso, perché il paese sta crescendo molto.”

22:42 – Tamagni: “Il problema della fermata è sempre relativo a quello della sicurezza. Se la volontà c’è, il mezzo si trova.”

22:43 – Tino Seragni: “Mai come adesso è diventata indispensabile la navetta per Treviglio.”

22:46 – Franco Carera dice una cosa sulla Treviglio-Cassano. “Andare a Treviglio, ci si mette 10 minuti. È più comodo che Cassano. E poi a Treviglio passano sia il passante che la linea ferroviaria.”

Segue una quantità d’interventi da parte di pendolari rivoltani. Ognuno ha la sua esperienza e il suo elenco di problemi quotidiani, a testimonianza del fatto che le problematiche sono numerose.

Cei: “Per troppi anni questo territorio è stato trascurato. E non è il problema di destra o sinistra. Il buco dei trasporti si è creato negli anni indipendentemente dalla politica.”

23:05 – L’assemblea volge al termine. Sono stati messi in luce molti problemi legati al tema dei trasporti, e l’auspicio è quello di fare una sintesi di quanto esposto per risolvere i problemi più urgenti. Calvi invita tutti alla serata del 29 aprile, quando sarà ufficialmente presentata la lista Rivoltiamo.

venerdì 25 febbraio 2011

Le cose peggioreranno

Luigi Granata è un pasticcere, da 10 anni Maristella, la sua pasticceria, è in piazza ma quest’attività ha una storia molto più lunga: esisteva già nel 1976.
Cosa ne pensa della nuova area commerciale?
"Di certo non è una buona mossa per il paese. Purtroppo certe cose non si riescono ad evitare e quindi si vedrà cosa succederà con questa nuova area. Come commerciante ovviamente non sono tranquillissimo: tutte le novità di questo genere portano preoccupazione; la curiosità, giustamente, porta le persone a provare il nuovo". 
È stato detto che gli edifici dell’area commerciale possono essere un’alternativa di collocazione per i commercianti rivoltani, ha valutato quest’ipotesi?
"Un commerciante non può spostarsi in continuazione. Quando si avvia un’attività si ha una visione a lungo termine dei propri affari, trasferirsi non è semplicissimo! Non si può pensare di seguire ogni nuovo 'polo', altrimenti bisognerebbe spostarsi in continuazione".
Come vede trasformato il centro di Rivolta con la realizzazione di questo progetto?
"Sappiamo tutti che molti negozi del paese già soffrono: la gente si muove, va dove ha più scelta. Ovviamente una realtà del genere non migliorerà le cose, anzi! Come ho detto prima la curiosità porterà la clientela rivoltana a provare la novità".
La sua opinione sui soldi che saranno investiti per l'urbanizzazione?
"Mi sembra una cosa strana, se fosse così ovviamente non sarei assolutamente d’accordo! Mi sembra talmente strano che vorrei documentarmi molto bene su questa cosa prima di emettere giudizio".

di Luigi Granata

Più parcheggi per il centro storico

Caterina Fregoni A 27 anni. Ha lavorato per otto anni come apprendista presso il negozio di parrucchiera “Nessun diavolo per capello”. Da tre anni ha rilevato l’attività.
Cosa pensa della realizzazione della nuova area commerciale a Rivolta? Come commerciante è in pensiero per la sua attività?
"Personalmente preferirei non nascesse una nuova area commerciale, anche se non sono preoccupata per la mia attività. Se dovesse aprire un nuovo parrucchiere l’unica cosa che potrebbe spingere i cittadini rivoltani nella nuova zona sarebbe forse la maggiore disponibilità di parcheggi. Va detto però che la mia è una clientela fidelizzata e costruita su ottimi rapporti personali, e questo mi fa stare tranquilla".
Ha valutato la possibilità di trasferirsi nella nuova area?
"No, proprio per il fatto di avere una clientela abitudinaria, molto legata al mio negozio anche grazie alla mia precedente titolare, la 'Pinu', che ha gestito l’attività per oltre trent’anni".
Come vede trasformato il centro di Rivolta con questo progetto?
"Penso che numerose attività del centro storico siano destinate a morire, causa la concorrenza in termini di prezzi e la maggiore disponibilità di parcheggi che la nuova area commerciale offrirebbe".
Il progetto c'è, noi vorremmo essere costruttivi, non solo critici: in qualità di commerciante ha qualche suggerimento per una buona utilizzazione dell'area?
"Suggerimenti per il nuovo progetto non ne ho. Posso però proporre, al fine di favorire il commercio nel centro storico di Rivolta, la realizzazione di nuovi parcheggi che permettano alla cittadinanza di accedere alle vie centrali in maniera più agevole".

di Caterina Fregoni

Un pericolo ma anche un'occasione

Massimo Arosio, ex titolare della Faster, tre anni fa ha rilevato il marchio Tepa e inaugurato un outlet di calzature sportive in via Arte e Mestieri.
Cosa pensa della realizzazione della nuova area commerciale a Rivolta? Come commerciante è in pensiero per la sua attività?
"È logico che per le prospettive di sviluppo della mia attività tale ipotesi non mi spaventa, non fosse altro perché la nuova area commerciale sorgerebbe proprio sul lato opposto della strada Rivoltana rispetto al mio negozio".
Come vede trasformato il centro di Rivolta con questo progetto?
"Per qualche attività potrebbe costituire delle difficoltà, è indubbio, però penso che la comunità rivoltana debba saper cogliere al volo l’occasione. Rivolta è da sempre una fiorente realtà imprenditoriale e la nuova area commerciale potrebbe aprire le porte per un nuovo indotto economico".

di Massimo Arosio

martedì 8 febbraio 2011

Poche luci e tante ombre, e a rimetterci sono soltanto i cittadini

L’attuale amministrazione ha individuato, a nord del paese nell’area della cascina Colombarolo - tra il locale “KO” e la stazione di servizio AGIP - un'area commerciale che occupa circa 60.000 mq. C’è da aggiungere che l’area prevista era circa il doppio, ma che solo grazie alla opposizione della Provincia di Cremona con Torchio e Alloni, prima delle ultime elezioni, l’area è stata ridimensionata, anche se, come evidenziato dalle dimensioni, è ancora molto grande se proporzionata su un comune delle nostre dimensioni.
I consiglieri comunali di opposizione hanno fatto un ricorso al TAR, insieme alla Provincia di Cremona, al fine di bloccare questo insediamento commerciale. Recentemente, con la nuova Amministrazione Provinciale presieduta da Salini, il Comune di Rivolta d’Adda ha però raggiunto un accordo che prevede che la Provincia ritiri il ricorso al Tar e consenta pertanto al Comune di realizzare l’insediamento di questa area commerciale.
Ma di cosa stiamo parlando? E quale saranno le ripercussioni per Rivolta d'Adda?
Stiamo parlando di circa 60.000 (59.987,07) metri quadrati di terreno agricolo trasformato in commerciale. Di questi 22.000 sono di parcheggi, altrettanti 22.000 di edifici commerciali con 15.000 metri quadrati di superficie dedicata alla vendita.
Sembra (il condizionale è d’obbligo visto che la nostra amministrazione è molto restia a fornire informazioni dettagliate) che 1.500 mq dei 15.000 (un decimo) siano già stati acquistati da un supermercato di una grande catena di distribuzione operante in Italia. Per capirne le dimensioni, stiamo parlando di una struttura che sulla carta ha una dimensione pari 2 volte e mezzo le dimensioni dell’attuale U2 o del nuovo Carrefur che sono entrambi di circa 600 mq.
E soprattutto stiamo parlando di una superficie di appena un decimo dei negozi che verranno realizzati, che però è già più grande di tutti i nostri supermercati (compreso l’LD) già esistenti messi assieme. Restano gli altri nove decimi che verranno occupati da altre attività commerciali: che difficilmente potranno essere “controllati” dal Comune ma che andranno ad appannaggio di quei settori merceologici che avranno più forza economica. Scarpe, vestiti, prodotti farmaceutici, elettronici, fai da te, lavanderie, bar, panetterie, pizzerie, articoli da regalo, gelaterie, elettrodomestici e tutto quanto altro sappiamo ormai si può trovare nei centri commerciali.
L’Amministrazione Comunale ha rimarcato che non si tratterà di un unico grande edificio ma che tutti questi negozi verranno suddivisi in quattro edifici di dimensioni ovviamente inferiori. Francamente non capisco dove sia la differenza.
Questo progetto rappresenta quindi una grande opportunità per noi cittadini?
La possibilità di andare in un centro commerciale in cinque minuti anziché in un quarto d’ora non è un punto a favore... Uno dei possibili vantaggi per la nostra comunità potrebbe derivare dagli oneri di urbanizzazione che gli imprenditori dovrebbero versare nelle casse comunali per poter realizzare questo intervento, circa 5 milioni di euro.
E qui entriamo nei lati negativi. Peccato, infatti, che circa 4 milioni di euro saranno investiti in opere infrastrutturali per consentire un agevole accesso al Centro Commerciale. I cittadini rivoltani, insomma, dovranno devolvere 4 milioni di euro dei loro soldi per agevolare il corretto funzionamento di questo centro commerciale!
Forse questi soldi sarebbero dovuti essere spesi dagli imprenditori, visto che poi gli incassi li fanno loro, o dalla Provincia di Cremona, visto che la strada è  Provinciale.
E poi 4 milioni di euro per un sottopassaggio, una nuova rotatoria e per sistemare le due esistenti, quando il traffico sarà sempre più congestionato e quando l’eventuale utilità di questo centro sarà soprattutto a vantaggio non dei rivoltani ma di coloro che transitano sulla Rivoltana. Con 4 milioni di euro, sempre ammesso che si fosse voluto realizzare questo centro commerciale, si sarebbero potuti realizzare: la nuova scuola materna, un nuovo palazzetto dello sport, un nuovo campo da calcio e sarebbero avanzati anche soldi per riasfaltare le strade dissestate del centro abitato.
Un grande impatto negativo questa nuova area commerciale l’avrà anche sul tessuto economico, commerciale e sociale della nostra comunità. I nostri negozianti locali dovranno affrontare una ulteriore riduzione del giro di affari dovuto alla inevitabile crescita dell’offerta. Non saranno in realtà i prezzi a diminuire perché già oggi, nel settore degli articoli di consumo e di prima necessità, la concorrenza è spietata e sono disponibili a tutti le alternative meno onerose.
Basti come esempio la presenza di 3 supermercati in un paese come Rivolta. Non è credibile che arrivandone un quarto i prezzi possano ulteriormente diminuire: l’unica variante sarà la diminuzione del fatturato degli esistenti (e non solo dei supermercati!) per controbilanciare l’apertura del nuovo. Ma per contro, sono destinati a chiudere molti negozi del centro storico che oltre ad offrire una opportunità commerciale, garantiscono anche una indispensabile funzione sociale e che offrono ai cittadini che non possono, o non vogliono, spostarsi in auto la possibilità di acquistare i beni di prima necessità.
Nei prossimi anni avremo certo un maggiore introito di ICI e di IRPEF ma magari avremo dei maggiori oneri per sostenere le necessità degli anziani e dei diversamente abili. Speriamo di avere una positiva ricaduta occupazionale ma sicuramente avremo un aggravio nel traffico e nell’inquinamento relativo.
E, soprattutto, sarebbe stato corretto che la cittadinanza avesse scelto se fare o no questa area commerciale. Di questo intervento non vi era traccia nel programma presentato dall’attuale amministrazione 5 anni fa e tutto è stato realizzato senza nessuna consultazione popolare. È tutto da valutare, poi, chi ha tratto e trarrà vantaggio da questo investimento immobiliare. 

di Milo Carera